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E’ uscito ieri su Italia Oggi un articolo che ad una prima lettura fa sorridere, ma poi fa riflettere. Si tratta di una riflessione preziosa sul valore degli errori e delle intuizioni che ne seguono (a patto che gli errori vengano ristrutturati e la monotona cantilena del lamento venga smorzata sul nascere). tazzina-caffeIl quotidiano economico racconta che in Giappone un allegro signore di 74 anni ha appena mandato a regime la produzione di caffè… all’aglio. Sì, all’aglio! E niente paura per l’alito: i consumatori assicurano di non aver mai assistito a nessun fuggi fuggi dei loro interlocutori…

AA020929Ma la notizia gustosa è altrove, e cioè che l’idea primigenia è nata da un errore. Un giorno di trent’anni fa tal Yokitomo Shimotai deve essersi trovato con gli amici per una grigliata, peccato si sia dimenticato la carne sul fuoco, verdure comprese, e che abbia mandato tutto in fumo. Tra le verdure quasi carbonizzate l’aglio è quello che ha destato la curiosità dell’orientale: immerso in acqua bollente era infatti ancora capace di diffondere le sue sostanze e rendere la bevanda decisamente gradevole. Ne sono seguiti trent’anni di sperimenti, che da due anni sono sfociati nella produzione vera e propria.

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L’esperienza di Shimotai  ricorda la nascita della gongorzola e del post-it.

gorgonzola-cheese11-300x212Secondo la leggenda, infatti, il formaggio gorgonzola sarebbe nato da un errore di valutazione di un oste della cittadina di Gorgonzola (in provincia di Milano) che sbagliò la modalità di conservazione di alcune forme di stracchino fresco regalategli da alcuni pastori. Il formaggio, messo in cantina, sviluppò velocemente delle muffe verdi che lo rendevano, almeno in apparenza, immangiabile. L’oste decise tuttavia di assaggiarlo trovandolo delizioso.

3150487-Post-it--Archivio-FotograficoE il post-it? Il foglietto adesivo lo si deve a Spencer Silver, un dipendente della 3M. L’azienda americana nel 1968 gli commissionò la realizzazione di una colla molto potente, che tuttavia l’ingegnere non fu in grado di inventare. Anzi, il prodotto che venne fuori dal laboratorio era pressoché inconsistente: gli oggetti incollati ad una parete dopo un po’ crollavano impietosamente a terra… Fu la passione per il canto di un collega di Silver a suggerire la soluzione. Art Fry cantava nel coro della chiesa e aveva serie difficoltà a tenere il segno tra gli spartiti. Metteva foglietti che cadevano regolarmente facendogli perdere filo, pazienza e concentrazione. Decise allora di usare la colla di Silver e l’applicò su piccoli fogli. I primi post-it videro la luce così, in chiesa. Fu il colpo di genio: la produzione negli Stati Uniti cominciò solo nel 1980 per estendersi l’anno successivo in Canada e da noi, in Europa.

Morale: guai a disperare al cospetto degli errori, ma subito applicare la tecnica del bicchiere rotto che racconto nel mio libro Vivi Presente: dopo i primi istanti di fisiologico smarrimento, concentrarsi subito sulle soluzioni e poi cercare tra le righe l’opportunità intrinseca. Perché l’obiettivo è sempre lo stesso, in ogni situazione: imparare qualcosa di nuovo e crescere, come professionisti e ancora più in generale come persone.

Ad maiora!

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