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Cari amici, per augurarvi Buon Anno Nuovo voglio raccontarvi una storia che stimolarà una riflessione.

Nel libro “Come vincere lo stress e cominciare a vivere” (ed. Bompiani) Dale Carnegie narra che una mattina un certo Paul Brandwine, professore di igiene alla George Washington High School di New York, entrò nel laboratorio di scienze con una bottiglia di latte in mano. Cominciò la lezione e ad un certo punto si avvicinò al lavandino e vi scaraventò la bottiglia di latte.

Quindi gridò: «È inutile piangere sul latte versato». Poi chiamò uno ad uno gli studenti attorno al lavandino invitandoli ad osservare attentamente la bottiglia in frantumi ed esclamò: «Vorrei che ricordaste la lezione di oggi per il resto dei vostri giorni. Il latte è ormai andato; vedete che sta colando nello scolo; e qualsiasi cosa si faccia, non servirà certo a salvarne una sola goccia. Con un po’ di attenzione, lo si sarebbe potuto salvare. Ma ora è troppo tardi; tutto quello che possiamo fare è metterci una pietra sopra, dimenticarlo e andare avanti».

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Questa preziosa lezione di vita mi è tornata in mente questa mattina, leggendo il finale del romanzo “Uno strano amore” (ed. Bompiani) di Archibald Joseph Cronin (1896 – 1981), scrittore, drammaturgo e medico scozzese.

Libro Cronin

Il dottor Carroll, protagonista del racconto di Cronin, passa buona parte del tempo a lamentarsi, coprendosi di insulti e focalizzando tutta l’attenzione sui difetti personali. Ad un certo punto, stanco dei pessimi risultati di un simile atteggiamento nei suoi confronti, decide finalmente di cambiare registro.

Voglio condividere con voi la sua riflessione, che riprende idealmente il messaggio del professor Brandwine, raccontato da Carnegie:

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Quale insegnamento per noi? Smettiamola, quando siamo in presenza di errori cui è impossibile rimediare, di sprecare energie nel tornare sull’episodio e macinarci su. Guardiamo piuttosto avanti, facendo tesoro della lezione, in modo che simili sbagli siano evitati in futuro.

Buon 2018, cari amici, e ricordate sempre di puntare in alto. Ad maiora!

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