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New CURIOSANDO SI CRESCE

Il marito di una mia collega si diletta a produrre confetture di marmellata: la materia prima la raccoglie nel giardino di casa, l’impegno ce lo mette lui, il tempo glielo regala la pensione e in cambio ottiene quella merce rara che va sotto il nome di divertimento. Poi succede che di tanto in tanto la mia collega distribuisca il frutto del lavoro del marito in ufficio.

Io sono tra i fortunati. E siccome è bello ricevere doni, ed è altrettanto bello donare, mi sono messo d’ingegno per ricambiare in modo degno una così forte passione per i prodotti di qualità. Ho dunque trovato una nuovissima composta biologica di zenzero (foto), arrivata sul mercato da poche settimane. Avreste dovuto vedere l’espressione di sorpresa e gioia sul volto della collega quando le ho mostrato la confettura: «Wow, non sapevo esistesse. E tu l’hai comprata apposta per noi? Grazieeeeeeee», ha esclamato. Ero contento almeno quanto lei.

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Vi aggiungo ancora un elemento per chiudere il cerchio e arrivare al succo del messaggio di questa settimana. Con la collega in questione (che appartiene ad un ufficio diverso dal mio) collaboro spesso, affrontando con leggerezza e slancio anche lavori tra i meno entusiasmanti. Come mai? L’unico fattore che incide sul nostro fare squadra è la capacità di andare oltre il ruolo assegnato da un freddo organigramma aziendale e di costruire (e alimentare nel tempo) un rapporto umano, che nel nostro caso passa – appunto – dai barattolini di marmellata. Detto così può far sorridere, ma si tratta di un tema molto serio e sensibile nei luoghi di lavoro.

Ed ecco che mi tornano alla mente gli insegnamenti di Don Clifton, su cui tanto insisto ai miei workshop sul team building: nei gruppi di lavoro che funzionano le persone si conoscono ad un livello più profondo del semplice essere colleghi e dal dover per forza lavorare assieme per raggiungere un obiettivo.

La regola è semplice, poi possiamo declinarla in svariati modi. È infatti più semplice cooperare proficuamente con chi condivide con te passioni e interessi extra lavorativi e con cui vai d’accordo anche fuori dall’ufficio. L’elemento interessante è che si tratta di un risultato raggiungibile applicando un metodo, oggetto di apprendimento e successiva sperimentazione, senza necessariamente lasciarlo al caso o alla cosiddetta “chimica” tra individui: sono profondamente convinto che due colleghi che non si sopportano e si punzecchiano, o peggio che si ostacolano a vicenda, sono due persone che si conoscono poco. Nessuno di noi è impermeabile alle emozioni positive, e tutti noi siamo portati ad ammorbidirci in presenza di un’autentica conoscenza umana dell’altro (e quindi non solo professionale).

Nel mio dream team di maestri un posto di rilievo lo occupa Jack Welch, CEO di General Electric dal 1981 al 2001. In Vincere! Welch esorta gli impiegati a intrecciare tra loro sinceri rapporti di amicizia. Lui per primo ha giocato per anni a golf il sabato pomeriggio con i suoi colleghi.

J. Welch

A proposito di General Electric: il successore di Welch è stato Jeff Immelt, in pensione dal 31 dicembre 2017. Immelt ha scritto un lungo e interessante articolo sul numero di settembre della Harvard Business Review, in cui racconta la sua esperienza ventennale alla guida della multinazionale statunitense.

Jeff Immelt

Dal suo scritto ho estrapolato questo passaggio che ora voglio condividere con voi. Eccolo:

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Ora, non è detto che dobbiamo fare esattamente la stessa cosa e invitare a cena i colleghi, con tanto di famiglia al seguito. In questo caso ci interessa evidenziare il concetto alla base dei team affiatati, che guida anche i cambiamenti, ristrutturazioni aziendali comprese. Tale concetto ci suggerisce di andare oltre i rapporti superficiali e formali, e intrecciate solide relazioni umane; dopodiché possiamo cominciare a collaborare e a stupirci degli ottimi risultati di una siffatta prassi.

Quesito da un milione di dollari: come si costruiscono relazioni umane più profonde tra colleghi? In cosa consiste il “metodo”? Alla domanda potrebbero rispondere i Dirigenti e le Posizioni Organizzative del Comune di Collegno che hanno partecipato al terzo incontro del mio seminario di novembre dedicato all’employee engagement e con i quali abbiamo organizzato un simpatico e significativo esercizio di gruppo. In ogni caso le tecniche applicabili sono innumerevoli, e magari ne parlerò a breve in uno specifico post.

Per ora vi basti sapere che tutto parte da un barattolino di marmellata…

Alla prossima settimana!

 

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