Tag

,

Ad osservare la carriera degli artisti si nota di più. Prendiamo ad esempio gli attori Herb Edelman e Aldo Fabrizi il primo americano, l’altro icona del cinema nazionale. Quali sono state le loro migliori rappresentazioni? Quelle in cui hanno interpretato personaggi dal carattere molto vicino, se non coincidente, alla loro personalità. Mi spiego. 

images Tempo di lettura 1 min. e 30

Mi spiego. Edelman – dice chi lo ha conosciuto – era un tipo sempre di buon umore, dalla battuta pronta e dal sorriso spontaneo. Guarda caso le parti più riuscite sono state quelle in cui ha espresso proprio questi tratti della sua personalità. Basti pensare a A piedi nudi nel parco, al fianco di Robert Redford e Jane Fonda, dove è un impacciato tecnico dei telefoni, o a La strana coppia, con Jack Lemmon e Walter Matthau, dove è un simpatico poliziotto, incallito giocatore di poker, o, ancora, a Oggi sposi: sentite condoglianze, generoso amico di Jack Lemmon. E anche più tardi, a fine carriera, dà il meglio di sé nella fortunata serie La Signora in giallo, nei panni di un tenente cui piace sdrammatizzare situazioni emotivamente forti con una battuta gustosa. Senza dimenticare una fortunata serie TV del 1968, dove interpreta l’allegro gestore della tavola calda Bert’s Place. 

 


Abbiamo citato anche Aldo Fabrizi. Tolto il ruolo drammatico in Roma città aperta e onirico ne Il maestro, l’attore romano ha prevalentemente recitato la parte dell’uomo un po’ burbero, facilmente irritabile e dallo scoppio d’ira a portata di mano, caratteristiche che evidenziava anche nella vita di tutti i giorni. Memorabili – tra i tanti – i film dai titoli Hanno rubato un tram, Prima comunione, Mi permette, babbo! e I pappagalli.

b6f04e22e17393866ad2d6c8fcce982e--aldo-

Anche lo sport offre svariati esempi in tal senso. Emblematico il caso di Roberto Baggio, uno degli ultimi poeti del calcio italiano, difficilmente incasellabile in un ruolo preciso e non a caso passato alla storia come fantasista, da sempre vicino a pratiche meditative profonde.

Roberto_Baggio_-_Italia_'90

Cosa ci insegnano questi esempi? Che sul lavoro, specie se gestiamo direttamente risorse umane, è fondamentale conoscere più da vicino i nostri collaboratori, in modo da scoprire sopratutto i loro punti di forza, assegnandogli conseguentemente compiti e mansioni capaci di valorizzare tali peculiarità. In questo modo otterremo molteplici effetti positivi: lavoreranno con maggior impegno e soddisfazione, faranno del loro meglio e contribuiranno con slancio e partecipazione al raggiungimento degli obiettivi comuni. 

È la regola per cui il successo di un’organizzazione presuppone la capacità di mettere le persone giuste al posto giusto.

E quali sono le abilità utili per conoscere più da vicino i nostri colleghi, andando oltre i rapporti formali e dunque superficiali? Per rispondere alla domanda dobbiamo tornare ai principali pilastri della comunicazione empatica, di cui abbiamo già parlato e su cui torneremo nei prossimi post, cioè l’ascolto attivo e la capacità di immedesimarsi nei panni altrui. 

Alzate ‘sto benedetto sguardo dal vostro ombelico, amici. Fatelo, prima che sia troppo tardi…

Ad maiora!