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Domenica mattina, piove… Stiamo parlando della settimana scorsa. Voglia di uscire di casa zero! Eppure una molla capace di farmi sfidare le intemperie ci sarebbe: lo sconto del 50% sulle confezioni di Biraghini, i cubotti di formaggio grana di cui vado matto. Ben due supermercati nel giro di tre chilometri hanno la medesima ghiottoneria a volantino. E domenica (quella domenica) è l’ultimo giorno di offerta per entrambi: da lunedì le confezioni tornano a prezzo pieno. 

Che fare, dunque? Il pensiero ricorrente non è dei più motivanti:  «Figurati se trovo ancora qualcosa… Oggi è l’ultimo giorno, gli scaffali saranno vuoti da ieri sera e di domenica non sono previsti ulteriori carichi». Ad un tratto avverto un sussurro alternativo, che con il passare dei minuti prende quota e si impone. Dice così: «Finché non verifichi non lo sai». 

Decido allora di ascoltare questa seconda voce, vestita da angioletto, e non la prima vestita da diavoletto. Così, in men che non si dica, mi ritrovo intirizzito sotto un ombrello sgocciolante e gli scarponi a mollo. In ogni caso sono fuori casa. Sette minuti di auto per le strade deserte intorno a casa e arrivo al primo dei due supermercati. Già dalle scale mobili butto un occhio sullo scaffale dei prodotti caseari e cosa vedo…? Niente. O meglio, uno sconfortante spazio vuoto là dove avrei voluto scorgere una distesa scintillante di plastica gialla e rossa… Quando la commessa mi comunica che in magazzino non è rimasta neppure una confezione di Biraghini giro i tacchi convinto di tornare direttamente a casa. Del resto se un supermercato è a secco, perché mai dovrei trovare qualcosa nell’altro?

L’angioletto però si fa di nuovo vivo: «Finché non verifichi non lo sai». Il dado è tratto. A quel punto la partita si sposta su un altro piano: vediamo chi ha la testa più dura! Mi rimetto al volante: altre strade deserte e inondate, altro parcheggio interrato, altre scale mobili, altre luci al neon e… altro scaffale vuoto.

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Ma aspetta un attimo… Sii più curioso, piegati sulle ginocchia, chinati, guarda meglio laggiù in fondo… Così faccio, infilo la testa nel frigorifero, mi sporgo in avanti, aguzzo la vista e cosa vedo? Non una, ma addirittura due confezioni del pregiato formaggio. Le ultime, lì in attesa di essere acchiappate e portate in salvo nella mia cucina. Sììììì, esulto come un bambino. Afferro il prezioso premio, mi dirigo spedito verso le casse trotterellando di gioia e rifletto.

E qui nasce l’insegnamento dei Biraghini, che ora voglio condividere con voi. È apparentemente (apparentemente!) banale, ma fino a quando non ne prendiamo consapevolezza rischiamo di perdere occasioni di crescita eccezionali. L’insegnamento dei Biraghini suona così: se una cosa la vogliamo, la vogliamo veramente, ce la dobbiamo conquistare. E non c’è sacrificio che tenga, non c’è prova che tenga, non esiste nulla che possa fermarci. Anzi, ogni ostacolo si trasforma in un’occasione per dimostrare una volta di più il valore del risultato finale. La vogliamo e basta. E facciamo di tutto (nei limiti della ragionevolezza) per andarcela a prendere.

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Avete un obiettivo? La domanda furba, prima ancora di buttarci nella mischia, è: «Da 1 a 100 quanto è alto il nostro desiderio di raggiungerlo?». Dovete essere chiari con voi stessi fin dal principio, perché tutto ciò che seguirà sarà un gioco da ragazzi.

Buon fine settimana, cari amici, a venerdì prossimo.

Ad maiora!