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CURIOSANDO SI CRESCE – Domenica scorsa Linea Verde era sul Piave per ricordare il centenario della Prima Guerra Mondiale. Patrizio Roversi, tra gli altri, ha intervistato un signore settantenne che qualche anno fa, quando ne aveva 56, ha mollato la sua “vecchia” professione e il caos del centro urbano per trasferirsi in un tranquillo paesino di montagna e darsi alla produzione di grappa.

images Tempo di lettura 3 minuti

Non ero a casa mia quando ho intercettato la sua storia in tivù. E così ho fatto fare un balzo sulla sedia alle persone che mi ospitavano a pranzo quando mi hanno visto scattare come un felino, cellulare alla mano, per fotografare il teleschermo. Ecco il risultato…

Linea Verde

Dell’uomo che nella foto si sta versando da bere non ricordo né il nome, né quale lavoro svolgesse prima di cambiare vita. Ricordo però cosa ho pensato nel sentirgli raccontare il suo sorprendente cambiamento: caspita, non è mai troppo tardi!

Non è mai troppo tardi per vivere la vita che hai sempre desiderato vivere, non è mai troppo tardi per migliorare l’esistenza tua e degli altri, non è mai troppo tardi per imparare e non è mai troppo tardi per crescere…

E chissenefrega (scusate, eh!) se altri ci sono arrivati prima: quello a vent’anni era già…., l’altro a trenta faceva già…, mentre quell’altro a quaranta aveva già raggiunto… E allora? Ognuno ha i suoi tempi di maturazione. L’importante è sapersi ascoltare, alla ricerca di ciò che si desidera davvero. C’è chi parla di vocazione, chi di miglioramento, chi di passione. Poi, una volta scoperto l’ambito che sentiamo nostro, allora è arrivato il momento di perseguire con coraggio e determinazione il percorso intrapreso. Qualcosa nel frattempo non funziona? Bene, ci sono sempre le correzioni di rotta… Intanto la rotta è tracciata, e tanto basta per renderci sereni e in armonia con il resto del creato.

A proposito della filosofia del “non è mai troppo tardi” pensate al fantastico esempio degli innumerevoli italiani analfabeti che hanno imparato a leggere e scrivere negli anni del Boom grazie ad un programma televisivo andato in onda tra il 1960 e il 1968, condotto da Alberto Manzi, e che per l’appunto si chiamava “Non è mai troppo tardi”. 

Alberto_Manzi_-_Non_è_mai_troppo_tardi

“Find what you love, and let it kill you”, scriveva il mio poeta preferito, Charles Bukowski. Eccezionale sintesi, manifesto di vita cui farsi ispirare per lasciare possibilmente alla finzione cinematografica la storia di Edward Cole e Carter Chambers, protagonisti del film dal titolo, manco farlo apposta, “Non è mai troppo tardi”.

locandina

I due uomini, malati terminali di tumore, si trovano a condividere la stessa stanza d’ospedale. Nonostante le differenti origini e classi sociali, sono entrambi determinati a non subire passivamente il destino che è stato loro riservato. I due anziani decidono quindi di compilare una lista di cose da fare prima di morire, per realizzare tutto ciò che non hanno mai potuto fare per mancanza di tempo, denaro o pigrizia. Per riuscirci fuggono dall’ospedale e s’imbarcano insieme in una rocambolesca avventura. 

Forza amici, qualunque età abbiate e qualunque attività svolgiate, interrogate la parte più vera di voi, scoprite ciò che vi entusiasma e vi piace (ripensando magari a cosa vi veniva facile fare nell’infanzia) e – che si tratti di piccole o grandi cose non fa differenza – scrivete un capitolo nuovo nella vostra esistenza.

A venerdì prossimo.

Ad maiora!

 

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