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Ieri mia madre avrebbe compiuto 80 anni. Quando ne aveva appena sette un caccia tedesco la mitragliò, mancandola di un soffio. Lei, impaurita, si mise a correre e per essere più veloce gettò gli zoccoletti di legno tra i filari di grano delle campagne di Bondeno, nei dintorni di Ferrara, territorio in cui trascorse parte dell’infanzia, prima di migrare a Torino con il padre. Ho riflettuto a lungo su questo episodio e tante volte mi sono domandato come sarebbe stato il mondo se quel pilota fosse riuscito a portare a termine la sua scellerata missione. E’ la stessa domanda, più e meno, che un angelo custode pone all’anonimo protagonista del bellissimo film di Frank Capra, “La vita è meravigliosa” (1946), sul punto di gettarsi da un ponte: «Vuoi vedere come sarebbe stato il mondo se tu non fossi mai nato? E vuoi vedere come sarà da qui a breve se ti butti?». James Stewart, nei panni di tal George Bailey, comprende così il valore della sua esistenza in termini di bene, armonia e affetto donato a decine di persone. Non opere tangibili, ma amore.

E ancora: si tratta della medesima domanda che il produttore cinematografico francese Claude de Givray pronuncia ai funerali del registra Francois Truffaut, il 23 ottobre 1984: «Come sarebbe stata la nostra vita se tu, caro Francois, non ci fossi stato?». La risposta, anche in quel caso, tocca la sfera più intima: «Più grigia», si risponde De Givray, come a dire più triste, meno movimentata, meno appassionata. Insomma, più povera. 

Mia madre apparentemente non ha costruito nulla di imperituro: non palazzi, non ponti, non edifici. Però ha lasciato un’infinita scia di energie positive. A me, a suo marito, ai suoi suoceri, ai suoi cinque nipoti, ai suoi fratelli, ai suoi parenti, alle persone con cui ha interagito. Aveva sempre una parola di incoraggiamento, un sorriso, un insegnamento di vita da dispensare, una riflessione mai banale da suscitare. Talvolta non è stata capita (anche da me), ma i suoi segni positivi hanno sempre regalato frutti e continuano a regalarli. Senza di lei oggi ci sarebbero molte persone più aride, fredde, insensibili.

Senza contare che io non sarei venuto al mondo… 

E proprio con riferimento a quest’ultima affermazione – che mi riguarda in prima persona – chiudo la riflessione con un suggerimento concreto e utile a tutti: voglio esortarvi a esprimere un pensiero di gratitudine nei confronti dei vostri genitori, esattamente come sto facendo io, ora: che siano in vita oppure no, rivolgetegli un GRAZIE sentito, perché senza di loro non sareste qui. E la vita, per dirla con Frank Capra, è un dono meraviglioso…

A venerdì prossimo, cari amici!

Ad Maiora!

P.S.
Qui sotto potete ascoltare la canzone di Gianni Morandi “Scende la pioggia”. Era una delle preferite di mia madre. Ricordo quando, al volante della sua 126 rossa, cantava a squarcia gola il ritornello “Amo la vita più che mai”. Per il suo ottantesimo compleanno voglio ricordarla così.