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CURIOSANDO SI CRESCE – Ho passato gli ultimi sei anni della mia vita a studiare, tra il resto, l’impatto delle parole sulla sfera emotiva delle persone: quali espressioni utilizzare, quali evitare e quando, quali termini ristrutturare in chiave positiva. Potete dunque immaginare dove mi siano cadute le braccia (ho detto le braccia…) quando mi hanno raccontato la seguente storia, che sa di barzelletta. Siamo nell’aprile 2018 (avete capito bene, 2018, non 1918…) in un ambulatorio italiano.

Michele accompagna l’amico Sandro in ospedale per una visita ortopedica. Sandro il giorno prima è scivolato in casa e ha battuto una gamba. Le lastre fatte al pronto soccorso non evidenziano nulla di rotto, solo un ematoma che suggerisce di non guidare per qualche giorno. Il medico accoglie Sandro (e Michele che per l’occasione gli fa da autista e da stampella) con queste parole: «Sedetevi. Chi è il malato tra i due?». 

Malato, ha detto proprio così… Cosa volete che aggiunga?

Solo una breve e amara considerazione: o la classe medica cresce anche nel modo in cui interagisce con i pazienti, o gli enormi progressi compiuti dalla medicina rischiano di non esprimere il loro potenziale al 100%.

Qualcuno dovrà pur spiegare a certi (non tutti, vivaddio!) camici bianchi che si guarisce non solo con bende, gessi e bisturi (che quando servono sono benedetti, beninteso), ma anche con le parole, viste come potente strumento per suscitare emozioni positive e funzionali al ritorno in salute.

Siccome ci stiamo avvicinando all’estate suggerisco al dottore in questione una lettura, non proprio da ombrellone, ma meglio in spiaggia che mai: Il potere delle parole e della PNL. Chissà che non venga illuminato e che intraprenda un cammino di cambiamento…

A proposito di dottori… Provate a dire ad un Valentino Rossi in recupero per tornare in pista dopo una frattura a tibia e perone che è malato… e poi ditemi cosa succede!

A venerdì prossimo, cari amici. 

Ad maiora! Semper…

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