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Leggo sui giornali: «La FIFA vieta le riprese delle tifose avvenenti sugli spalti della finale di domenica tra Francia e Croazia». La motivazione manco m’interessa. Perché una decisione del genere non può avere motivazione intelligente. Ciò nonostante la notizia contiene uno spunto di riflessione interessante. Direte: cosa c’entra tutto questo con un blog di crescita personale? Risposta: c’entra, eccome… C’entra soprattutto con il concetto di “divieto”, su cui voglio portare la vostra attenzione. Si tratta di un principio di carattere generale, che troviamo spesso anche nelle organizzazioni lavorative: più la cosiddetta “autorità” vieta, più chi dovrebbe osservare le regole promananti dall’alto fa di tutto per sovvertirle. Bisogna essere consapevoli che fa parte della natura umana. Il genitore vieta al bambino di tenere un determinato comportamento? E quello, trac, eccolo comportarsi esattamente così. L’amministratore delegato impone a, b, e c? E i suoi collaboratori appena possono ribaltano tutto e fanno x, y e z. A meno che la punizione minacciata non faccia così paura da costituire un valido deterrente. Per vietare bisogna dunque punire. 

Ma alla lunga che fine fa la fiducia, ingrediente essenziale nei team che funzionano? Che fine fa il senso di appartenenza? Che fine fa il senso di responsabilità? Ve lo lascio immaginare…

Prendendo a prestito e adattando l’insegnamento del Beccaria (1764…) potremmo dire che un’organizzazione (lavorativa e sociale) funziona bene al di là della natura e dell’intensità della pena inflitta qualora la regola sia violata. Alla luce degli esempi che ci derivano studiando i modelli aziendali illuminati, possiamo così giungere alla conclusione che la carta vincente è cancellare quel brutto termine di “divieto” e sostituirlo con quello di “condivisione”: la mission aziendale la scriviamo tutti assieme, tutti assieme stabiliamo quali sono le best practice che migliorano il rendimento individuale e collettivo, assieme ci concentriamo sul segno più anziché su quello meno. 

Perché sapete cosa accade quando si eccede nei divieti, quando ci si lascia prendere dalla foga di esercitare l’autorità su tutto e tutti? Che si stabiliscono divieti assurdi come quello di domenica sera allo stadio, che ci auguriamo fin d’ora non sia osservato dai fotografi e dai cameraman.

Di più: ci auguriamo che le tifose francesi e croate reagiscano infischiandosene del diktat della FIFA, e ci regalino uno spettacolo sublime, degno di quello che seppero regalarci – a noi poco più che bambini – le sorridenti e svestite tifose brasiliane sugli spalti del Delle Alpi di Torino, ai mondiali di “Italia ’90”, immortalate da cameraman intelligenti…

Buona finale a tutti!

Ad maiora!   

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