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CURIOSANDO SI CRESCE – Ho imparato una lezione importante guardando il cortometraggio Le ballon rouge (Il palloncino rosso), diretto dal francese Albert Lamorisse, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes del 1956: i sogni vanno alimentati, sempre! Se c’è una cosa per la quale da qualche tempo nutro una crescente irritazione, ebbene, si tratta della rassegnazione delle persone. Ai miei seminari – magari davanti ad una tecnica la cui applicazione richiede un notevole impegno – spesso qualcuno sospira sconsolato, scuote la testa e dice: «Eh, magari fosse davvero così… Io non ce la farò mai». Ti guardano come cani bastonati e anche se li stimoli con domande spiazzanti del tipo «Quante volte hai provato per essere così sicuro che su di te non funzionerà?», continuano ad alzare le spalle, fino a respingere ogni sorta di incoraggiamento. Sono convinti di avere una marcia in meno e lì si fermano. 

E’ intollerabile!

D’accordo, nessuno di noi è nato per salvare il mondo ed è giusto che ciascuno raccolga i frutti, belli o brutti, del suo seminare. Ma quale lezione possiamo trarre dalle (fastidiose) interazioni con i “rassegnati”? Che la rassegnazione non esiste, è una scatola vuota creata dall’immaginazione, in cui per qualcuno magari è comodo crogiolarsi.

Sono centinaia i casi di uomini e donne di successo (e per successo non intendiamo viaggiare in Ferrari, ma star bene con gli altri e soprattutto con se stessi) che si sono ostinati ad alimentare i loro sogni (fattibili e stimolanti al tempo stesso) e li hanno realizzati.

E allora amici, l’invito è di tenete duro e andare avanti a dispetto di tutto. Nutrite i vostri sogni ogni giorno, perché un’intelligenza universale esiste e gioisce a premiare gli ostinati. Proprio come nella scena finale del film di Lamorisse, che vi invito a gustare. Sorpresa… (clicca qui per il video)

Ad maiora!

Sogni

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