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CURIOSANDO SI CRESCE – La nostra rubrica parla di curiosità e di crescita. Bene, il modo migliore di soddisfare la curiosità e al tempo stesso di crescere è viaggiare. Va bene ogni tipo di viaggio: da quello virtuale che si compie leggendo, ascoltando musica, guardando un film, ammirando un dipinto, a quello (ancora più efficace) reale, zaino in spalla, scarpe comode, cartina alla mano. Ed è proprio questa la logica che in questi giorni di ponte mi ha spinto fin qui, a Lione, in un Paese che amo sempre di più per quello che ha rappresentato in passato urbi et orbi, e per quello che rappresenta oggi per me. 

Ma al di là di questa nota personale, l’invito che vi rivolgo è di tenere alta la curiosità, vero nutrimento della crescita, anche e soprattutto attraverso il viaggio e la scoperta di luoghi ignoti. E, come vedete, non è necessario spararsi in India o in Sud Africa. 

Respirare l’atmosfera che ha ispirato milioni di uomini e donne a costruire una comunità organizzata fa bene alle idee e stimola il sesto senso. Il tutto seguendo la stella polare del miglioramento continuo, come persone e come professionisti. 

Bene Lione, a noi, ora! Prima tappa?

Il museo dall’edificio avveniristico detto della Confluenza (perché si trova sulla lingua di terra che segna la Confluenza, appunto, tra i fiumi Rodano e Saona), dove sono esposti, fra il resto, frammenti di Luna e di Marte, scheletri di dinosauri giganteschi e spaventosi e bozzetti originali del nostro Hugo Pratt. 

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La seconda tappa, domani, prevede come prima cosa un’occhiata alla casa natale di un personaggio che ha lasciato il segno: Antoine de Saint-Exupéry, autore, tra il resto, de “Il Piccolo Principe”.

A venerdì prossimo cari amici.

Ad maiora!

P.S. A proposito di viaggio, guardate cosa ho visto al museo della Confluenza. È una frase di Robert Louis Stevenson, un regalo nel regalo… Nulla di più calzante rispetto al tema di questa settimana.

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