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Il titolo di questo post riprende una frase del film “La talpa”, capolavoro del 2011 tratto dal romanzo di John le Carré, con Gary Oldman quale protagonista. A pronunciarla, all’inizio della pellicola, è il capo dei servizi segreti inglesi, Controllo, il giorno delle dimissioni. La uso come spunto di riflessione e la lego ad un articolo pubblicato sull’ultimo numero della “Harvard Business Review” sui benefici della curiosità. La domanda che ne discende è questa: come fa a crescere una persona se per tutta l’esistenza vive la stessa, medesima, stantia esperienza? O cresci o muori, dice il saggio. Giusto? E allora si cresce solo andando alla ricerca di nuovi stimoli intellettuali.

Ovvio che per fare questo è indispensabile saper riconoscere quando un’esperienza di vita, una relazione, un lavoro ha dato tutto quello che poteva darti e al tempo stesso da te non può più assorbire nulla di buono. Ci vuole fegato, lo so!, ma è uno dei pochi modi a nostra disposizione per salvarci e continuare a dare il meglio.

Leggevo giorni fa un’intervista al giallista napoletano Maurizio de Giovanni, che a 48 anni ha iniziato a scrivere romanzi e solo a 57 ha lasciato l’impiego in banca per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. 

Meglio tardi che mai. Purché ci si interroghi di continuo sulla nostra funzionalità in un ambiente e in una relazione e purché ad un certo punto si prenda il toro per le corna se si capisce che è arrivato il momento di staccare la spina, di cambiare aria e di essere pronti per nuove esperienze di evoluzione.

Non aggiungo altro, amici. La bomba l’ho tirata. A voi le conseguenti riflessioni personali.

A venerdì prossimo…

Ad maiora!