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CURIOSANDO SI CRESCE – A fine novembre dello scorso anno ho tenuto il mio corso agli operatori di front-office dell’Università IUAV di Venezia. Si è trattato di un modulo di approfondimento, dal momento che da loro ero stato a giugno. Appena arrivato ho proiettato una slide, che si è rivelata fonte di riflessione. Eccola: 

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Alcuni dei partecipanti mi hanno guardato con occhi sbarrati: «Cosaaaaa? Sono già passati 161 giorni dalla prima edizione di giugno? Caspita, non lo avrei mai detto…». Eh già, messo in questi termini il tempo sembra volare ancor più di quanto non faccia di solito. Se avessi scritto «Ci rivediamo dopo quasi 5 mesi e mezzo» non avrei ottenuto lo stesso effetto. La slide mi è tornata alla mente pochi giorni fa, quando ho visto questa bella pubblicità del Comune di Bruino, che – per aprire gli occhi a chi gioca d’azzardo -sfrutta il medesimo principio. 

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Avessero scritto le solite frasi stereotipate probabilmente non sarebbero stati così efficaci. Non è scontato, ma certo in questo modo l’Amministrazione di Bruino ha maggiori possibilità di raggiungere l’obiettivo per cui quel manifesto è stato concepito: lasciare un segno.

Qual è dunque la lezione che possiamo trarre? Che i numeri, più sono dettagliati e più rappresentano la realtà in modo diretto. Detto altrimenti: i numeri aiutano a farsi un’idea concreta della situazione.

Prima di decidere, ad esempio, è di fondamentale importanza analizzarli nello specifico.

Prendete il “David Copperfield”, il capolavoro di Charles Dickens. Ha 900 pagine, almeno l’edizione de “La biblioteca di Repubblica”. Un bel tomo, non c’è che dire. Riuscireste a leggerlo in tre mesi? Oggi è il 1° febbraio. Cosa mi rispondereste se vi chiedessi di concluderlo entro il 30 aprile? Forse mi mandereste a stendere, dicendo che è impossibile. Ma attenzione, ora rispondete alla stessa domanda, posta però in questi termini: riuscireste a leggere 10 pagine al giorno? Qualcuno di voi scommetto che risponderebbe beh, sì, 10 pagine al giorno sì, è fattibile. Vero? Ebbene, fate un po’ 900 (pagine) diviso 10. Fa 90 (giorni), cioè tre mesi. E ora 90 diviso 30 (i giorni in un mese). Viene 3, tre mesi, appunto… E il gioco è fatto. C’è gente che si rosicchia interi scaffali con questo metodo, perché permette di minimizzare l’impatto emotivo di un dato non ancora disaggregato. 

Ergo: per affrontare qualcosa che vi spaventa utilizzate (laddove possibile) i numeri per vedete la questione da un punto di vista diverso.

Impiegate lo stesso principio anche per spiegare in modo efficace e semplice qualcosa di particolarmente complicato. Il manifesto di Bruino docet…

Prima di augurarci buon w.e. date una lettura a questo trafiletto pubblicato su “ItaliaOggi”: in appena 21 righe vi dà il quadro complessivo (ed esaustivo) della situazione attuale del “New York Times”. Il miracolo dei numeri…

numeri per decidere

A venerdì prossimo, dove vi prometto parleremo di armonia dei team di lavoro, che oggi abbiamo momentaneamente accantonato.

Ad maiora!

 

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