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CURIOSANDO SI CRESCE – «Le avversità? Sono arrivato ad amarle, perché mi hanno permesso di crescere e diventare quello che sono». Così parlò Friedrich Nietzsche. Credetemi amici, è assolutamente vero! Almeno così posso dire dopo un’esperienza apparentemente negativa, ma di fatto super positiva, che ho vissuto in prima persona la settimana scorsa. Tutta questione di punti di vista. Mi spiego…Martedì 5 e giovedì 7 febbraio ho tenuto il mio corso “Impara a vivere bene in Ufficio” al sesto gruppo di dipendenti del Comune di Collegno. In aula il proiettore c’era, sì, ma – vai a capire perché – in quelle due mattine non funzionava. E non c’è stato verso! Né martedì, né giovedì, nonostante al secondo incontro sia arrivato con cavi, prolunghe, adattatori e addirittura PC di riserva. Vi confesso che, specie martedì, sulle prime una “leggera” preoccupazione l’ho avvertita. E adesso? Come faccio senza slide, senza audio, senza video? Che razza di corso zoppo sarà…?

Dopo il primo momento di smarrimento – non foss’altro che per coerenza con quanto ripeto con tanto ardore ad ogni corso – mi sono dato uno stop-loss, fermando la vocina interna che continuava a sfornare pensieri tra il nero e il grigio. A quel punto ho rilanciato, spazzando via le preoccupazioni con una sola idea guida: «Sarà il corso più bello e creativo degli ultimi tempi». E me la sono ripetuta così tante volte da convincermene.

Così ho riordinato le idee, ho respirato profondamente e ho cominciato a parlare. Ebbene, amici, non so da dove mi siano sgorgate le parole, non so a quali risorse abbia fatto ricorso, so solo che a distanza di una settimana posso affermare che è stato davvero il corso più bello e creativo degli ultimi tempi, con una risposta entusiasta da parte dei colleghi di Collegno. 

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Aveva dunque ragione il vecchio e buon Nietzsche! Nei casi di apparente difficoltà la chiave di volta sta tutta nel dialogo interno e nell’approccio mentale. Mi fossi abbandonato al lamento non ne sarei uscito. Nei momenti di avversità la prima cosa di cui dobbiamo tornare ad essere padroni è il dialogo interno: prendere consapevolezza del colore dei nostri pensieri rappresenta il passo numero uno. Ci stiamo dando fiducia, nonostante il momento “no”? Bene, proseguiamo. Oppure stiamo demolendo le poche residue risorse? Allora stop! E’ il momento di invertire la rotta. Come? Attraverso domande furbe come queste: «Cosa posso imparare? C’è un’opportunità nascosta che posso/devo cogliere? Come posso fare per uscirne? Quali abilità extra devo mettere in gioco per cavarmela?».

Insomma, è tutta una questione di approccio mentale.

Alla fine della fiera sono grato al destino per aver mandato in barca il videoproiettore: era l’unico modo per farmi capire di essere in grado di tenere un intero corso senza alcun strumento tecnologico. Dovesse ricapitarmi, so di poter contare su una qualità in più, di cui non ero consapevole. Wow!

E voi? Quali avversità apparenti si sono trasformate in opportunità? Oppure: quali situazioni negative si sarebbero potute trasformare in occasioni di crescita se solo aveste deciso di viverle con un atteggiamento diverso?

Buon w.e. cari amici. A venerdì prossimo.

Ad maiora!