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CURIOSANDO SI CRESCE – Qualche giorno fa ho scoperto “Il maratoneta“, un film del 1976 diretto da John Schlesinger e interpretato da Dustin Hoffman, Laurence Olivier e Roy Scheider (il protagonista de “Lo squalo“), tratto dall’omonimo romanzo di William Goldman. Perché ve ne parlo? Perché c’è un concetto che voglio condividere con voi, molto ben espresso dal produttore, Robert Evans, intervistato pochi giorni dopo l’uscita della pellicola. L’intervista la trovate nei “contenuti extra” del DVD. Evans racconta di quando, dopo aver letto il romanzo di Goldman, cominciò a maturare l’idea di realizzarne la trasposizione cinematografica. Ne parlò con i suoi collaboratori e qualcuno cominciò a proporre una rosa di nomi per il cast. Attori rispettabili, ma Evans non era soddisfatto. Voleva di più!

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E così espresse precise volontà: «Voglio Dustin HoffmanLaurence OlivierRoy ScheiderMarthe Keller, Fritz Weaver, William Devane e Richard Bright. E alla regia voglio John Schlesinger». I suoi collaboratori si guardarono in faccia, qualcuno impallidì, tutti gli dissero rispettabilmente che sarebbe stato impossibile mettere assieme un cast di così alto livello.

Poi qualcuno cominciò ad alzare il telefono, a scrivere lettere, a recuperare contatti, a organizzare cene di lavoro. Insomma, la macchina si mise in moto. E lavorò così intensamente che alla fine l’obiettivo inizialmente sognato da Evans venne centrato in pieno. Tant’è che lo stesso produttore ad un certo punto dell’intervista, ricordando quei tempi, pronuncia la frase riportata in questo fotogramma… 

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Capito? «Pensammo che non sarebbe mai successo, ma invece successe». Qual è stato il punto di svolta? La forza dei sogni a occhi aperti!

“Chi si accontenta gode”, recita il proverbio, e in alcuni casi è assolutamente vero. Ma chi osa lanciare il cuore oltre l’ostacolo e al contempo alimenta ogni giorno sogni ambiziosi, prima o poi ce la fa. Ce la fa, chiaro?! 

“Memento audere semper”, ricordati di osare sempre, ci insegna D’Annunzio…

Non accontentatevi mai, cari amici, mai. Tendete al miglioramento continuo, disincagliatevi dalle secche della mediocrità. Affinché un giorno, quando vi volterete indietro a guardare la vostra vita, possiate essere soddisfatti di aver lasciato il segno, di aver fatto qualcosa di significativo per voi e per gli altri, in linea con i vostri valori e le vostre ambizioni. 

Ricordiamoci dunque della lezione di Evans e mettiamoci subito al lavoro!

Buon w.e., a venerdì prossimo.

Ad maiora!

 

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