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CURIOSANDO SI CRESCE – Apro a caso uno dei dieci volumi di una vecchia e preziosa enciclopedia della letteratura mondiale (con buona pace di Internet…) e l’occhio mi cade sulla biografia del poeta statunitense Edward Estlin Cummings, più noto come e.e. cummings, scritto puntato e minuscolo. Mi ricordo dell’apprezzamento che più volte ebbe a manifestare Charles Bukowski per le sue opere e così inizio a leggere. La riflessione di oggi nasce dalle poche righe dedicategli dai curatori dell’opera. Ve le ho fotografate e sottolineate. Eccole. IMG_20190408_081750.jpg

Venne dunque sbattuto in gattabuia per errore, episodio da solo capace di fiaccare un toro. Ancora: poco più tardi perse tragicamente il padre, cui era profondamente legato. Ma Cummings, invece di virare verso il più cupo pessimismo, sfruttò entrambi i fatti per posare il suo focus mentale – e di conseguenza la sua poetica – sugli aspetti più importanti del vivere, come i temi dell’amore e della natura. I suoi componimenti sono caratterizzati non tanto da una vena tragica, quanto piuttosto da una abbondante dose di ironia e satira.

Il suo primo romanzo, “La stanza enorme”, benché racconti l’esperienza dei tre mesi in carcere, si mantiene distante dal lamento e dall’imprecazione. Il testo si delinea invece come un’irriverente e disincantata denuncia degli eccessi del rigore burocratico. 

Se si fosse chiuso in se stesso, considerando la vita una m… e il mondo intero un nemico, certo oggi non saremmo qui a parlare di lui e, quel che più conta, Cummings non avrebbe scoperto la sua vocazione, la scrittura, e non avrebbe condotto la vita piena e ricca che tale incontro gli ha permesso di vivere.

Cosa sono i nostri piccoli intoppi quotidiani di fronte a ciò che davvero conta nell’esistenza di un essere umano? A fare la differenza – ecco l’utilità per noi questa settimana – è il come decidiamo di leggere la realtà che ci circonda. Perché i padroni della nostra vita siamo noi: sta a noi, e a nessun altro, interpretare gli episodi, pur tragici talvolta, come un freno o come un generatore di energia, spinta e riscatto.

C’è chi si rovina la giornata per una frecciatina biliosa di un collega e chi, pur dopo il primo momento di sgomento, trova la forza di andare oltre la morte di un genitore e una detenzione ingiusta. A voi la scelta…

Buona Pasqua, cari amici.

Ad maiora! 

 

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