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CURIOSANDO CI CRESCE – «Lasciate che i vostri interlocutori chiacchierino quanto vogliono. E voi imparate a tenere la lingua a freno». Facciamo ricorso ancora una volta al nostro maestro Dale Carnegie per rispolverare una regola d’oro di comunicazione efficace, l’usato sicuro per andare d’accordo con gli altri. Cioè l’ascolto.Lo spunto di riflessione di questa settimana ce lo offre la quasi centenaria Franca Valeri, classe 1920, che tanto abbiamo amato in memorabili pellicole, a cominciare da quel gioiello de “Le signorine dello 04”, 1955, regia di Gianni Franciolini, dove il personaggio interpretato dalla Valeri tenta di sedurre invano Peppino De Filippo con cenette a base di baccalà mantecato, caffè così lunghi da sembrare acqua e bombe gelato. 

Qualche giorno fa, mentre leggevamo “La vacanza dei superstiti“, abbiamo intercettato questa frase: 

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Che sacrosanta verità… Chi tace, in effetti, si ritrova suo malgrado ad essere benvoluto, specie da chi ha disperato bisogno di essere ascoltato. Esistono persone che parlano, parlano, parlano e ancora parlano come se fossero allo specchio, senza tuttavia rendersi conto che hanno di fronte altre persone che fanno di tutto per resistere e non cadere a terra svenuti, stecchiti, esausti.

Sul nostro cammino ne incontriamo quotidianamente. Basta prestarci un briciolo di attenzione: li intercetti a metri di distanza, il loro sguardo implora un po’ di attenzione, un po’ di importanza, hanno tempo da buttare e appena ti acchiappano un dito ecco che ti divorano l’intero braccio, sviscerano fino allo spasimo ogni quisquilia, gonfiandola a dismisura e facendone un caso di minuzioso studio. Nel loro profluvio non riesci ad infilare neppure uno spillo, non te ne danno il tempo, coprono accuratamente ogni spazio, respirano velocemente e parlano a macchinetta per dissuaderti dall’aggiungere una parola al loro argomentare.

I casi sono due: o interrompi, alzi la voce, e mitragli anche tu con una sparata di io, io, io, io… Oppure ti armi di tanta pazienza, ti rilassi, respiri profondamente, butti giù le spalle e ascolti. Ascolti, beninteso, rigorosamente tacendo o, al più, annuendo di tanto in tanto.

Bene, scegliendo questa seconda strada devi essere consapevole che accade il seguente miracolo. Nel momento in cui il tuo interlocutore ritiene che può bastare, che si è sfogato a sufficienza, se ne va contento, sorridente e rigenerato. E quando, giorni dopo, ti imbatti di nuovo in lui, nonostante i tuoi mille tentativi andati a vuoto per schivarlo, ti ringrazia «per la bella chiacchierata di ieri l’altro» ed è pronto in ogni modo a ricambiare la tua disponibilità, cortesia e comprensione. Stranezze dell’essere umano. Bella “chiacchierata”, dice, ma tu ti sei limitato ad annuire in silenzio…

Pensa un po’ invece – ed ecco il vero insegnamento che ci portiamo a casa dalla citazione di Franca Valeri – se anziché l’ascolto scegli il contraddittorio…

A venerdì prossimo, cari amici.

Ad maiora!  

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