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CURIOSANDO SI CRESCE – La sconfinata passione per il cinema ci ha regalato, pochi giorni fa, una pellicola di cui ci siamo innamorati, perché custodisce un messaggio molto bello e forte. Il titolo è “L’ultima corvè” ed è un film del 1973, diretto da Hal Ashby, con Jack Nicholson e Otis Young (quest’ultimo lo ritroviamo anche in “Doppio gioco”, episodio della serie “Colombo”). Ma non è del film in sé che vogliamo parlare oggi, anche se vi invito a prenderlo a prestito e gustarvelo come abbiamo fatto noi. Nel vederlo e rivederlo, l’occhio ci è caduto su un particolare di un fotogramma. Il fotogramma è questo: 

SAAB

Il particolare, invece, è l’auto blu in basso a sinistra. La vedete? Si tratta di una SAAB, modello sportivo, targata JZ 8044. Curiosamente una sportiva SAAB la ritroviamo anche in un altro film di Jack Nicholson, “Qualcosa è cambiato“, del 1997, con cui lo stesso attore vinse il suo secondo Oscar. Guardate: 

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Bene, tutto questo popò di premessa per accompagnare creativamente la vostra attenzione proprio sulla SAAB, casa automobilistica svedese fondata nel 1945 e dichiarata fallita nel 2014. Vedere una SAAB nel film di Nicholson, e pensare alla diffusione che il marchio aveva in tutto il mondo, mi ha richiamato alla mente una citazione di Charles Darwin: «Non è la più intelligente delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma la più reattiva ai cambiamenti».

La SAAB (e i casi simili sono davvero tanti, come ad esempio Kodak, Blockbuster, Nokia, Motorola, BlackBerry, Compaq) è andata gambe all’aria, pur partendo da una posizione dominante, perché – ci dicono gli analisti – non ha saputo stare al passo con i tempi che cambiavano.

Avete letto “Chi ha spostato il mio formaggio” di Spencer Johnson? E “Il nostro iceberg si sta sciogliendo”, di John Kotter? Se non lo avete ancora fatto, fatelo e poi domandatevi: «Cosa posso fare – a partire dal momento presente – per reggere le ipotetiche sfide che il mio ambiente (lavorativo e privato) mi proporrà nei prossimi anni, cioè dai tre ai cinque?». La qualità del vostro futuro dipende da questa domandina e, sulla base della risposta che darete, dalla capacità di prepararvi adeguatamente. 

«Qualcuno oggi è seduto all’ombra perché qualcun altro, molto tempo fa, ha piantato un albero». Si tratta di una frase molto potente per far riflettere noi tutti, voi e me, sul tema che vi propongo questa settimana. E’ attribuita al finanziere Warren Buffett.

Sposando l’attitudine mentale di “pre/vedere”, cioè di vedere le cose prima che queste accadano, e dunque di anticiparle nella misura del possibile, capite bene che il ritornello “abbiamo sempre fatto così” diventa insostenibile. Beninteso: posso anche continuare a fare cose che facevo in passato, a patto che queste continuino ad aggiungere valore. Sennò, semplicemente smetto di farle a beneficio di altre più funzionali.

Quindi, amici: carta, penna e spazio al brainstrming sulla domanda evidenziata in rosso, nella consapevolezza che la trappola SAAB si può evitare e la si può evitare anche agendo così.

Buon fine settimana, cari, a venerdì prossimo. 

Ad maiora!