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CURIOSANDO SI CRESCE – Questa settimana saremo grezzi e diretti. Non che di solito ci piacciano i giri di parole, ma ‘sta volta diremo cose piuttosto disruptive, specie per l’ambiente della Pubblica Amministrazione di oggi in Italia. Anzi, le faremo dire a due autori, i fratelli Sergei e Vadim Revzin, che sul finire dello scorso anno hanno pubblicato un articolo sulla Harvard Business Review dal titolo «How to Encourage Entrepreneurial Thinking on Your Team» (letteralmente “come incoraggiare il pensiero imprenditoriale nel vostro team”). Ecco la loro ricetta per essere leader di successo, a tutti i livelli. 

«I capi illuminati spingono i dipendenti a sperimentare. Come? Anzitutto incoraggiandoli a condividere gli interessi personali sul lavoro. Quali sono gli hobby dei vostri collaboratori? Cosa fanno nel weekend? Cosa li rende orgogliosi al di fuori dell’orario di lavoro? Quanto li conoscete come persone, oltre che come lavoratori? I dipendenti che si sentono accettati e le cui passioni sono considerate preziose in ambito professionale esprimono il loro potenziale al 110%, in modo autentico.

Sviluppare la cultura della sperimentazione richiede, inoltre, un approccio di leadership non troppo invadente nei confronti dei componenti del team. Guai ad essere cosiddetti micromanager e perdervi dietro le virgole, cercando di controllare ogni singolo dettaglio del loro lavoro. Mostrate fiducia nei confronti dei vostri collaboratori, anche in modi inconsueti. L’autodeterminazione fa sentire le persone a proprio agio con il fallimento, libere di sperimentare».

Amici, il divide et impera nelle organizzazioni lavorative è roba vecchia e ammuffita. Se volete regnare su un pugno di mosche, incazzate, rancorose, diffidenti, paralizzate dal terrore di sbagliare, in perenne caccia al colpevole per ogni errore commesso, beh, accomodatevi. 

Se invece volete guidare organizzazioni mature, orientate più alle soluzioni e meno ai conflitti, che mirano alla sostanza, ai risultati, e sempre meno alla forma, allora cambiate registro e fate affidamento agli strumenti che si stanno diffondendo a macchia d’olio e che stanno dando risultati incoraggianti. Parliamo di tutto ciò che va sotto l’etichetta di employee engagement. Cosa significa engagement? Ci piace definire engaged quella persona che si presenta al lavoro ogni giorno con l’intenzione di dare il meglio di sé, aggiungendo valore alla sua attività, realizzando in modo proattivo la missione dell’organizzazione. I dipendenti engaged (letteralmente significa “impegnati”, “motivati”) dimostrano il loro coinvolgimento attraverso le interazioni con i colleghi, l’atteggiamento e, naturalmente, il lavoro di qualità.

E’ ora che anche la nostra cara e vecchia P.A. si adegui. In fretta… Tanto più che in qualità di civil servant non dobbiamo correre dietro al fatturato, ma alla soddisfazione dei cittadini.

Buon w.e., a venerdì prossimo

Ad maiora!

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