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CURIOSANDO SI CRESCE – E dire che all’inizio non era poi così male… Parliamo del concetto di burocrazia. Se andiamo a guardare l’etimologia del termine, infatti, scopriamo che “burocrazia” è dato dal francese bureau (“ufficio”) e dal greco krátos (“potere”), cioè il potere di organizzare uffici di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo. Cosa vuoi di più? Ben venga un potere organizzato che mira al bene di tutti. No? E’ la degenerazione successiva che fa incazzare! Cioè l’identificazione della burocrazia con l’inutile complicazione della P.A., additata – specie in Italia – come una delle cause della scarsa competitività delle aziende. Avete presente FlixBus, quei pullman verde pisello che scorrazzano in giro per l’Europa? Chissà, magari l’avete appena presi… Bene. Leggiamo sul sito de La Stampa l’intervista al direttore generale di FlixBus Italia (giugno 2019), tal Andrea Incondi, che ci fa fare un bel balzo sulla sedia, elettrizzati.

Dice Incondi: «Ogni volta che pianifichiamo una nuova linea, o che ne modifichiamo una esistente, per avere l’autorizzazione dobbiamo aspettare 5-6 mesi. Ma dopo sei mesi la linea che avevamo pianificato, magari non ci serve nemmeno più. In Germania per un’autorizzazione analoga ci vogliono 2-3 mesi, mentre in Francia si fa tutto in poche ore, con una PEC». 

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Ecco, sono queste le cose che – non senza lo sgomento iniziale – ci confermano di essere sulla strada giusta. La nostra opera minuziosa, capillare, lenta ma incessante, corso dopo corso, consulenza dopo consulenza, articolo dopo articolo, mira a cambiare la P.A. dal di dentro, incidendo sulle persone e sulla cultura aziendale. Affinché i modelli vincenti vengano presi a riferimento e imitati, e magari pure migliorati. E non ci interessa nulla che si tratti di un compito ciclopico. Andiamo avanti! E più lo stato dell’arte evidenzia sacche di arretratezza (come quella citata dal manager di FlixBus), più significa che il margine di miglioramento è enorme. 

A nostro favore giocano due dati: in dieci anni la P.A. ha perso 84 mila unità, personale mandato in pensione e mai sostituito, e l’età media, che si attesta sui 55 anni. Cioè a dire che prima o poi i neo laureati devono entrare nella Pubblica Amministrazione e si tratta di nuove leve che DEVONO ESSERE FORMATE con criterio e metodo. Noi ci siamo e crediamo si possa far rinascere l’orgoglio di essere dipendenti pubblici al servizio della collettività.

Formazione, gente, formazione e ancora formazione! Per dimostrare a tedeschi e francesi (e anche a noi italiani) che anche la nostra P.A. può diventare una scheggia e agire davvero il ruolo di facilitatrice, perché ha uomini e donne che sanno come stare al mondo, sanno cosa fare e come farlo. Insomma, sanno come trattare i cittadini, sanno come sollecitarli se sono confusi, sanno come tranquillizzarli se sono arrabbiati, sanno leggere l’urgenza e sanno adattare di conseguenza comportamenti e procedure per velocizzare e soddisfare. 

Siamo partiti dallo sfogo di FlixBus per arrivare al concetto di fiducia. Ciò di cui noi civil servant abbiamo bisogno per incidere sempre di più e meglio sui destini delle persone. 

Detto questo, amici, buon settembre, al lavoro, nuovi corsi ci aspettano (e un super progetto per ora in cantiere… Vedrete…), nuove sfide sono da vincere: avanzeremo centimetro dopo centimetro – come esortava Al Pacino in “Ogni maledetta domenica” – ma l’importante per voi è sapere che c’è qualcuno (e siamo sempre di più) che crede nel futuro della P.A. e si adopera per costruirlo.  

Ad maiora!

 

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