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CURIOSANDO SI CRESCE – Quest’estate abbiamo rivisto quattro, se non cinque volte un film che avevamo già visto in passato. Ma quando si tratta di capolavori non si è mai sazi. Stiamo parlando di “Intrigo Internazionale” di Alfred Hitchcock, del 1959, con Cary Grant, Eva Marie Saint e un giovanissimo e spiritato Martin Landau. Poi, come sempre, siamo andati oltre e ci siamo assaporati anche il video di un’ora e mezza, in cui una già attempata Eva Marie Saint svela, ad anni di distanza, i retroscena delle riprese. Tra le tante curiosità ce n’è una che ci ha fatto riflettere. Osservate queste immagini tratte dal film.

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Le frecce evidenziano un poliziotto in uniforme con le braccia conserte e fare minaccioso. I fermo immagini non sono frutto di finzione, cioè non si tratta di attori che recitano, ma di comunissime scene di vita quotidiana riprese a scrocco.

Vuol dire che i soggetti ripresi sono inconsapevolmente finiti nella pellicola? Esatto. Qui, infatti, vediamo l’ingresso del palazzo dell’Onu, a New York, mentre Cary Grant, di spalle – l’unico a sapere cosa stesse realmente accadendo – sale le scale. Il regista è piazzato dall’altra parte della strada in un finto camioncino di una società di pulizie. Proprio come fanno le spie. Del resto il film è una spy-story…

Domanda: ma perché il vecchio Hitch se ne sta raggomitolato nell’angusto ventre di un camioncino, chino su una minuscola cinepresa? Perché all’Onu, opportunamente interpellati, non solo avevano negato il consenso alle riprese, ma avevano anche piazzato un corpulento policeman all’ingresso per controllare che il regista rispettasse le regole. E lui cosa fece? Portò a compimento il suo intento contro ogni stupido diktat. Cioè fece di testa sua.

Magari dovette ingegnarsi, magari impiegò un giorno di lavoro in più, magari dovette sborsare qualche quattrino in più per noleggiare il camioncino, magari imprecò
contro la burocrazia già allora imperante. Del resto siamo all’Onu, se non vivono di burocrazia lì…

Ma andò avanti, proprio sotto gli occhi della guardia che controlla gli accessi. Non è straordinario? Tu ti aggrappi al nulla per impedirmi di agire e io, che sono artista, che vedo più lungo di te, io, porca miseria!, io lo faccio lo stesso. Tiè! 

Qual è dunque l’insegnamento per noi? Che non esistono ostacoli quando vogliamo fare qualcosa in cui crediamo. Non esistono impedimenti. Non esiste il “non si può”. Non esiste nulla. Esiste solo la nostra immaginazione, che è già oltre l’ostacolo, libera come l’aria. Dunque, quando volete portare a compimento un vostro intento (ovviamente lecito…), valutate bene i pro e i contro, chiedetevi cosa perdete se dovesse andare tutto storto, e poi mettete in funzione il vostro laborioso criceto per trovare soluzioni. E più sono creative, meglio è. State in campana amici!

A venerdì prossimo 😉

Ad maiora!

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