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CURIOSANDO SI CRESCE – C’è chi gode nel vedere gli altri soffrire e c’è chi si sente realizzato nel vederli progredire. Qualche giorno fa, in una pausa di un nostro corso, una partecipante ci avvicina e ci chiede di parlarci un minuto. Premessa. Si tratta della stessa partecipante che l’anno scorso, al termine di un nostro seminario, ci aveva chiesto un suggerimento per il figlio adolescente: «E’ angustiato perché non sa quale scuola scegliere. Mancano pochi mesi e al momento le opzioni sono due. Tale indecisione toglie il sonno a lui e anche a noi genitori… Cosa ci suggerisci di fare, Paolo?».

Non conoscendo il merito della questione, ci siamo concentrati sul metodo per prendere decisioni. Era evidente che il ragazzo, in mancanza di una strategia per decidere in modo efficace, brancolasse nel buio, con alti livelli di ansia. E allora abbiamo suggerito alla mamma di fargli applicare una tecnica, semplice sì, e al tempo stesso di una potenza inaudita, la stessa suggerita da Dale Carnegie e la cui paternità pare sia di Benjamin Franklin. Quella che prevede di scrivere nero su bianco i pro e i contro di entrambe le ipotesi sul tappeto e di assegnare un peso a ciascuna risposta, da 1 (poco importante) a 10 (molto importante). Così:

Ipotesi A:
Pro:
1. _________ 5%
2. _________ 4%
3. _________ 2%
Contro:
1. _________ 7%
2. _________ 6%
3. _________ 8%

Ipotesi B:
Pro:
1. _________ 9%
2. _________ 7%
3. _________ 7%
Contro:
1. _________ 1%
2. _________ 3%
3. _________ 4%

Solitamente alla fine di questo esercizio la persona ha le idee più chiare e la soluzione migliore salta fuori come da un tostapane: cioè è evidente e inequivocabile. 

Bene, anche nel caso del figlio della collega ha funzionato. E infatti un anno dopo ci ha raccontato come, nel frattempo, era andata: non solo il giovane aveva capito quale delle due scuole facesse al caso suo, ma quando ha deciso dove iscriversi l’ha fatto convinto come un leone e senza più ripensamenti. A distanza di tempo ha ritrovato la serenità e ora è soddisfatto della scelta.

La collega ci ha detto grazie con un sorriso raggiante e, lo confessiamo, noi eravamo più contenti di lei. Che soddisfazione! Ecco, questo lavoro, a fronte di tante inamovibili teste dure, sa regalarti momenti unici come questo, che ti danno slancio e fiducia per andare avanti. E ti fanno capire a quale categoria appartieni delle due viste all’inizio di questo articolo. Che bello!

A venerdì prossimo, cari amici.

Ad maiora!

 

 

 

 

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