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CURIOSANDO SI CRESCE – Cari amici ben ritrovati in questo 2020 scoppiettante di belle novità! Sono così tanti gli argomenti da trattare che abbiamo l’imbarazzo della scelta. Finora la lista conta già ben 15 punti, e ognuno si trasformerà presto in un post. Un passo alla volta.  Innanzitutto cominciamo con il ricordare l’obiettivo di questa rubrica, nata a gennaio del 2018, due anni esatti fa: fornire ai lettori, specialmente ai nostri colleghi della Pubblica Amministrazione, spunti di riflessione utili alla crescita personale.

Si tratta di stimoli non necessariamente provenienti dal nostro ambiente professionale. Quelli semmai sono utili a crescere come civil servant. Ma noi vogliamo raggiungere un livello di sensibilità maggiore e sapere come gestire situazioni che ci mettono alla prova non per quello che abbiamo studiato sui libri, ma per quello che siamo e che abbiamo imparato on the road. Ecco perché per andare oltre ciò che facciamo tutti i giorni nei nostri uffici abbiamo bisogno di modelli di altissimo livello, provenienti da mondi diversi dal nostro. Il senso del nome della rubrica sta tutto qui: più siamo curiosi e ricerchiamo insegnamenti ovunque, più cresciamo. E più cresciamo più ci apriamo al bello intorno a noi e più diventiamo degni dell’altrui apprezzamento. Il tutto finalizzato (anche) a vivere la migliore esperienza lavorativa possibile. Obiettivo ambizioso, eh…? 😉

E allora forza, buttiamoci nella prima riflessione dell’anno, tratta da un’intervista all’attrice Stepfanie Kramer, protagonista con Fred Dryer della serie televisiva “Hunter“, prodotta negli Stati Uniti tra il 1984 e il 1991. Ve la ricordate? E’ andata in onda anche in Italia negli anni Novanta e narra le vicende di due poliziotti di Los Angeles, Rick Hunter, appunto, e la sua collega Dee Dee McCall. Su YouTube trovate diversi episodi.

Ebbene, nell’intervista del 2005, la Kramer ricorda gli anni di “Hunter” e ad un certo punto dice una cosa che ha destato il nostro interesse, perché ci riguarda tutti, anche noi che lavoriamo nella P.A. italiana. Parlando della fatica, spesso anche fisica, della recitazione – specie per chi come lei ha interpretato il ruolo della poliziotta della squadra omicidi – si dice fortunata di aver «lavorato con colleghi meravigliosi (la Kramer utilizza il vocabolo “crew”, che letteralmente significa equipaggio, ciurma), persone meravigliose. Persone amabili, piene di talento. Persone che davvero non vedevo l’ora di incontrare ogni giorno. Non è scontato sia dappertutto così… Qualunque sia il tuo lavoro se al mattino cominci a pensare “mio dio, non ho voglia di vedere i colleghi anche oggi” (e qui la Kramer alza gli occhi al cielo, sbuffa e scuote la testa). Oh no, noi abbiamo avuto un team fantastico e ci siamo divertiti molto. Il lavoro era duro per me, come lo era per gli altri attori e per i ragazzi dello staff. Però ognuno faceva quanto gli era richiesto, erano tutti molto presenti. Che gente meravigliosa!»

L’ambiente la vince sulla fatica, dunque. Certo, la natura del lavoro incide, ma a fare la differenza è soprattutto la componente umana. Ecco perché ai nostri corsi insistiamo molto sulle competenze emotive, decisamente più importanti di quelle tecniche. Perché possiamo conoscere alla perfezione i segreti del DUP, o del bilancio, o del Piano regolatore, ma se poi contribuiamo a rendere il nostro ambiente un inferno (o non sappiamo come gestire chi contribuisce a renderlo tale), allora ci perdiamo il bello del lavoro, che non consiste solo in ciò che facciamo dietro ad una scrivania, ma che si sostanzia soprattutto in una miriade di gesti quotidiani extra professionali, capaci di fare la differenza e che, come dimostra la Kramer, saranno i primi che ricorderemo anche a distanza di tempo. 

Pubblica amministrazione

Stepfanie Kramer con Fred Dryer nella serie televisiva “Hunter”

Non è un caso che una delle nostre bibbie, la Harvard Business Review, abbia dedicato la copertina del numero di settembre 2019 proprio al clima aziendale, insistendo sul concetto di fiducia all’interno del team. No fiducia, no engagement (coinvolgimento, motivazione), e dunque no risultati…

engagement pubblica amministrazione

A questo punto, amici, oltre a invitarvi a vedere l’intervista che vi riporto qui sotto (la parte citata è al minuto 4.30) vi chiedo di riflettere sul clima interno al vostro ambiente professionale. Com’è la vostra “crew”? Amabile come quella della Kramer? Qualora non fosse esattamente così, domandatevi cosa potete fare voi in prima persona per rendere la vostra e altrui esperienza lavorativa migliore di com’è ora.

E se volete saperne di più curiosate sul sito e scaricate il programma del corso Capi-Colleghi-Collaboratori (clicca qui). Si tratta di uno dei nostri cavalli di battaglia, che ha proprio l’obiettivo di aiutare a costruire team affiatati, facendo leva sulle abilità emotive, le stesse che erano così sviluppate nella “ciurma” della Kramer…

Buona domenica…

Ad maiora!
Coaching P.A.