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CURIOSANDO SI CRESCE – Giovedì scorso, in auto verso l’ufficio, abbiamo ascoltato come ogni mattina la trasmissione “Bonjour Bonjour”, su Radio Monte Carlo, condotta da Massimo Valli, Monica Sala e Stefano Andreoli. I tre chiedevano agli ascoltatori di condividere un momento della giovinezza per cui provavano nostalgia.

P.A.

La stragrande maggioranza degli intervenuti in trasmissione ha ricordato episodi di quando, dagli anni Cinquanta ai primissimi Novanta, si sentivano liberi di muoversi senza vincolo alcuno. Proprio così: più libertà di movimento, anche nelle piccole attività quotidiane. Qualche esempio: si scendeva in strada e si giocava a pallone senza rischiare di finire stirati dalle auto, ai musei si entrava e si usciva senza troppi controlli, allo stadio non c’erano tornelli e metal detector, non parliamo degli aeroporti, ecc… Al di là dei casi specifici, la riflessione degli ascoltatori di Radio Monte Carlo ce ne ha richiamata alla mente un’altra.

A settembre dello scorso anno abbiamo visto e rivisto Intrigo Internazionale, capolavoro del 1959 di Alfred Hitchcock. E ne abbiamo pure scritto in un post. Una scena ci è rimasta particolarmente impressa, quella girata davanti alla sede dell’ONU, a New York: Cary Grant scende dal taxi, percorre gli scalini dell’ingresso e a guardia del Palazzo di Vetro incontra un solo poliziotto a braccia conserte, che peraltro – abbiamo scoperto – non sapeva neppure di essere filmato… Una libertà del genere oggi sarebbe inconcepibile: ma come, scendi dal taxi e nel giro di 60 secondi ti ritrovi all’interno dell’ONU (dell’ONU…), senza essere controllato? Ma quando mai…

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Basta guardare le più recenti foto riprese da Google Maps per rendersi conto di quanti e quali cancelli sono stati costruiti nel frattempo tra la strada e l’ingresso.

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La prima cosa che spicca è l’alta e robusta cancellata

La stessa cosa vale per la Tour Eiffel a Parigi: fino a una decina di anni fa i controlli (blandi) erano circoscritti nella zona degli ascensori, oggi invece – complici gli attentati al Bataclan – ci dobbiamo quasi denudare solo per accedere ai botteghini.

2012

2012, nessuna barriera

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2019, staccionate e cancelli

Tale chiusura si riflette anche nel piccolo: molti enti locali, ad esempio, si stanno attrezzando per consentire l’accesso agli uffici ai soli dipendenti, con tanto di barriere, porte tagliafuoco e vetri antisfondamento. Ai residenti è invece richiesto un appuntamento, previa esibizione di un documento di identità. Misura assolutamente legittima, dati certi episodi di violenza che si sono verificati negli ultimi tempi nei nostri Comuni. Al tempo stesso una domanda sorge spontanea: ma se le istituzioni hanno paura di una minoranza, e dunque si chiudono a tutti, non è che forse alla lunga respingono e allontanano anche quei cittadini animati da buoni propositi, che vorrebbero partecipare più attivamente all’amministrazione della cosa pubblica? I segnali sono importanti e trasmettono messaggi molto potenti, molto più potenti di tante parole. 

Lasciamo per un attimo il mondo della Pubblica Amministrazione e spostiamoci in quello del privato. Sapete cosa contribuì al successo di Citytv, la prima stazione televisiva indipendente di Toronto, fondata alla fine degli anni Settanta da Moses Znaimer? Il cosiddetto “Speaker’s Corner”, cioè una piccola cabina dello studio televisivo, accessibile dalla strada: chiunque passasse da lì avrebbe potuto entrare e filmare un messaggio di quindici secondi. Se il messaggio fosse stato interessante o divertente sarebbe stato trasmesso. Si trattò di un piccolo accorgimento, utile però a lanciare un messaggio di apertura, disponibilità, coinvolgimento. 

P.A. 3

Tornando alla nostra P.A., gli esempi virtuosi sono sotto gli occhi di tutti. L’altra sera, tanto per dirne una, nella zona in cui abitiamo, si è svolto un incontro pubblico tra l’assessore ai lavori pubblici e il comitato di quartiere per discutere dei problemi di viabilità, arredo urbano e parcheggio. Ebbene, non bastavano le sedie… Segno che quando le istituzioni si aprono, i cittadini rispondono in un certo modo. Quando invece si chiudono, frapponendo barriere e ostacoli, il risultato è di altra natura. Viviamo nell’epoca della paura, e si vede… Ma chi, ragionevolmente, sa andare oltre non può che raccogliere risultati positivi in termini di coinvolgimento e partecipazione.

E guardate amici che lo stesso discorso vale nella gestione dei collaboratori: il capo che se ne sta tutto il tempo in cima alla torre d’avorio rischia di essere buttato giù, prima o poi, in malo modo. E così torniamo al discorso della settimana scorsa sull’employee engagement, sul quale a breve scriveremo di nuovo…

Per il momento buona domenica! Ci rivediamo la prossima settimana con un nuovo post.

Ad maiora!