Tag

, ,

CURIOSANDO SI CRESCE – Prima dell’inizio del periodo di aspettativa al Comune di Grugliasco, abbiamo fatto in tempo a vedere la nuova bollatrice, installata a fine gennaio: super tecnologica, nessun bottoncino gommoso da pigiare con l’unghia per controllare gli orari, ma schermo touch, esattamente come i cellulari, colorato e addirittura parlante: entri e ti dà il “benvenuto”, esci e ti dice “arrivederci”. Ma con una differenza rispetto all’apparecchio precedente.

Pubblica Amministrazione

Con la vecchia bollatrice, infatti, per entrare dovevi strisciare il badge da destra verso sinistra, mentre per uscire da sinistra a destra. La nuova bollatrice, invece, ha invertito il senso della strisciata. Ed è proprio qui che sta il bello… Non avete idea di quanti errori nei primi giorni, tutti basati sull’assunto che quando al cervello dai una pista da seguire lui si trasforma in un soldatino sordo e obbediente. Quante volte sulle scale del Comune, di ritorno dalla pausa pranzo, abbiamo sentito colleghi commentare l’errore commesso: dovevano entrare e invece hanno bollato l’uscita, dovevano uscire e invece hanno bollato l’entrata, perché lo schema imposto dalla vecchia bollatrice, e rinforzato in tanti anni di pratica, aveva ormai creato un percorso mentale difficile da mutare in pochi giorni. 

Qualche collega è addirittura arrivato a rimpiangere il sistema con cui aveva a che fare il Ragionier Fantozzi, che vediamo riprodotto nella foto… Al tempo di Paolo Villaggio – siamo negli anni Ottanta – era semplice: sia al mattino che la sera il cartoncino lo spingevi a fondo, la macchinetta lo forellava al punto giusto e via. Ora no: quando entri strisci da una parte all’altra e quando esci nel senso opposto.

La nuova bollatrice, come è ovvio, ci interessa fino ad un certo punto, non fosse altro per lo spunto di riflessione sulle abitudini. Per un verso sono una benedizione per il cervello, perché se la nostra materia grigia dovesse processare ogni informazione della giornata andrebbe in tilt dopo pochi minuti dal risveglio mattutino. Tale benedizione è sfruttata anche in fase di apprendimento: nell’apprendere qualcosa di nuovo facciamo fatica, d’accordo, ma poi quando la nuova informazione entra a far parte del nostro patrimonio allora sarà a nostra disposizione nel momento del bisogno, senza doverci pensare più. Si tratta di un concetto su cui insistiamo molto ai nostri corsi, specie con i colleghi che temono di non riuscire ad applicare correntemente le tecniche di carattere pratico. E’ successo anche martedì con gli addetti allo sportello del Campus di Agripolis, Padova: tranquilli, abbiamo detto ai colleghi: voi fate pratica, assorbite le nuove abitudini e vedrete che il vostro cervello penserà lui a farle tornare a galla al momento giusto. “Impara e dimentica”, ripetono non a caso i maestri di Aikido…

Dall’altro possono rappresentare un pericolo, perché quando inserisci il pilota automatico e poi però mutano le condizioni, allora sì che se non ti adegui velocemente rischi, e rischi tanto.

Come accadde a due piloti della Air Florida, responsabili nel 1985 di un disastro aereo che costò la vita a settantaquattro passeggeri. Il volo era da Washington alla Florida. Pilota e copilota erano esperti e in condizioni di salute eccellenti. Prima del decollo effettuarono i “soliti” controlli, procedendo secondo la routine quotidiana. Quando arrivarono alla funzione “antighiaccio” non la presero neppure in considerazione. Perché? Perché abitualmente volavano nel tiepido sud. Peccato però che quel giorno si trovassero a nord (erano stati chiamati a sostituire due colleghi), dove la temperatura atmosferica era rigida. Non azionarono una levetta, una semplice levetta, che tuttavia risultò fatale…

Ecco dunque l’insegnamento per noi, dipendenti pubblici e non. Mantenere il cervello elastico quanto più possibile, anche laddove crediamo di svolgere azioni quotidiane apparentemente sempre uguali.

Come? In due modi. Anzitutto interrogandoci più sovente su quanto stiamo facendo, senza lasciare che i pensieri distrattivi fagocitino tutte le energie mentali. Dall’altra introducendo novità, anche minime, nella vita di tutti i giorni. La mattina facciamo la solita strada per andare al lavoro? Bene, ogni tanto cambiamola. Ci sediamo sempre allo stesso posto a tavola? Ok, almeno una volta nell’arco della settimana cambiamolo. Non tanto per il percorso in auto o il posto a tavola in sé, ma per dare al cervello un preciso messaggio: stai allerta, mantieniti sveglio, continua a farmi notare le differenze.

Buona domenica, amici, alla prossima settimana.

Ad maiora!
COACHING P.A.