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CURIOSANDO SI CRESCE – Cominciamo dalla fine: senza una chiara visione di chi sei e di cosa vuoi ottenere dalla vita, rischi di brancolare nel buio e di arrabattarti insoddisfatto/a per tutto il tempo che ti è concesso di stare su questa terra. Ormai ci giungono sempre più segnali a conferma di questa legge di natura, che tuttavia non tutti hanno il privilegio di scoprire e soprattutto di trasformare in atti concreti. 

COACHING P.A. craxi berlinguer

Troppa insoddisfazione in giro, troppa rabbia, troppa indeterminatezza. Ci siamo chiesti: da dove sgorgano tali sentimenti negativi? E ci siamo dati la nostra personalissima risposta, che ora vogliamo condividere con voi, amici. Poi ognuno trarrà le sue conclusioni. 

Premessa: oggi sfioreremo la politica. Niente paura, ci serve solo per rinforzare il nostro ragionamento. Nulla a che vedere con opere di proselitismo, critiche o giudizi su partiti e uomini e donne e sigle e correnti. Lo abbiamo detto in tutte le salse e lo ripetiamo: se in questo spazio citiamo personaggi che hanno legato il loro destino a un’idea politica o a un’ideologia lo facciamo solo per dare forza alle nostre argomentazioni. Noi ci occupiamo di crescita personale e di organizzazione del lavoro nella Pubblica Amministrazione. Stop. 

Ora un passo indietro per riempire di significato quanto abbiamo appena affermato. Partiamo da un lutto, quello che ha colpito Luciano Pellicani, morto a Roma sabato scorso, l’11 aprile. Pellicani è stato un politologo, professore universitario alla Luiss, legato a filo doppio alla politica, dalle cui luci della ribalta si è tuttavia sempre saggiamente  tenuto distante. Nel 1978 scrisse un articolo, pubblicato su L’Espresso a firma di Bettino Craxi, all’epoca segretario del PSI, dal titolo “Il Vangelo Socialista”. Perché è importante questo scritto? Perché pone le fondamenta teoriche della sinistra italiana diverse dalla tradizione marxista-leninista.

Andò così: il 2 agosto del 1978 Enrico Berlinguer, intervistato da Eugenio Scalfari su Repubblica, sottolinea la lezione «vivente e valida che Lenin ci ha lasciato», ribadendo così che tutta l’azione politica del PCI discende da un’unica fonte ispiratrice, il leninismo. Al tempo stesso critica il PSI, reo «di non avere una sua autonoma elaborazione teorica. Sul piano culturale esso vive di riporto, ecletticamente mescolando positivismo, riformismo, anarco-sindacalismo, massimalismo».  

L’allora direttore dell’Espresso Livio Zanetti preme su Craxi perché risponda. E la riposta del segretario del PSI arriva attraverso lo scritto preparato da Pellicani, che attacca il leninismo, riscopre le idee dell’economista francese Pierre-Joseph Proudhon e di fatto aggancia l’azione del suo partito al socialismo liberale di Carlo Rosselli. L’intervento diventa così parte della strategia filosofica di Craxi di costruire una sinistra laica e riformista, slegata dal paradigma marxista. 

Ecco, amici, questa lunga premessa (che incidentalmente intercetta parte della storia d’Italia) ci è utile per rimarcare l’importanza dei modelli da cui facciamo discendere tutte le nostre azioni. Chiamateli come volete: valori, principi guida, stelle polari. Così come senza una base teorica i partiti sembrano sbattuti di qua e di là dalle onde delle urgenze (vedi la politica di oggi…), anche le organizzazioni collettive prive di una missione chiara sono destinate a vita difficile. Prendiamo le imprese: quelle che hanno sviluppato una forte brand identity – cioè sanno chi sono e cosa vogliono ottenere dal mercato – vanno avanti spedite, sono riconoscibili agli occhi dei consumatori e trovando più facile anche motivare i dipendenti. Chi invece sottovaluta il tema o non vi investe le necessarie energie alla lunga si scopre né carne né pesce, ed è bastonato dal mercato.

Se tutto ciò vale per i partiti e le aziende, figuriamoci quanto è dirimente per i singoli individui… 

E allora come si arriva a costruire un’identità forte in chiave moderna per noi stessi e i nostri team di lavoro? Rispondendo ad alcune domande, riassunte in quella che la nostra bibbia, cioè la Harvard Business Review ha ribattezzato come “matrice della brand identity”. Eccola nella versione originale.

COACHING P.A. Brand Identity matrix

Vi facciamo un regalo: abbiamo tradotto le domande e le abbiamo adattate alle tre realtà cui ci riferiamo: impresa, Pubblica Amministrazione, singolo individuo. 😉

Quanto è strategico sapere ciò verso cui siamo tesi e cosa offriamo al mondo esterno ce lo suggeriscono questi grafici, che mostrano il posizionamento di alcune categorie di aziende. Nella specie le aziende automobilistiche, della moda, finanche della birra e della pasta…

1. Auto

 

2. Moda

 

3. Birra

 

4. Pasta

Or dunque, amici. Cosa vi suggeriamo di fare giunti alla fine del nostro ragionamento? Di scaricare una delle tre matrici che fanno al caso vostro e di rispondere alle domande riportate. Fate l’esercizio singolarmente e, appena vi sarà possibile, con i colleghi del vostro team. Provare per credere: essere allineati ad uno scopo e sapere quali caratteristiche vi rendono unici (singolarmente e come collettivo) trasmette un senso di coerenza impagabile, capace di infondere energia e motivazione. La carta vincente per tutti noi, impegnati come saremo dal 3 maggio per trovare nuovi equilibri nel mondo post Coronavirus. O carne, o pesce! 

A domenica prossima. 

Ad maiora!
COACHING P.A.