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👣 CURIOSANDO SI CRESCE 👣 – Venerdì pomeriggio l’Ansa ha riportato la notizia della pubblicazione in Gazzetta del primo bando che si adegua alle nuove regole del decreto “Cura Italia” in tema di concorsi nella Pubblica Amministrazione. Si tratta della selezione di 92 funzionari da assegnare al Ministero dell’Ambiente e all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Alla fine della breve nota dell’Ansa leggiamo: «Prima della prova scritta i candidati verranno sottoposti a preselezione con quiz. Non più esclusivamente nozionistici, ma anche “situazionali”, per testare le competenze attitudinali, le cosiddette “soft skill“: quesiti, cioè, che ricreano problematiche tipiche dell’ufficio, con lo scopo di misurare la capacità di organizzare il lavoro, fare squadra e gestire situazioni di stress». 

Amici, quale urlo di gioia abbiamo lanciato! 🙂 Finalmente… Per chi come noi ha quale mission di vita quella di diffondere il coaching tra i colleghi della Pubblica Amministrazione, si tratta di un sogno che si sta realizzando. Vedi cosa significa avere una Ministra giovane, che non vive nel passato, ma nel presente, con uno sguardo al futuro?, abbiamo subito pensato.

Abbiamo anche letto delle polemiche suscitate dalla “temibile” novità contenuta nel DL 18/2020 (convertito in legge n. 27/2020), con la nascita addirittura di comitati online per contrastarla. Ma si tratta di reazioni che consideriamo figlie della paura e dunque fisiologiche. Da qualche parte si doveva pur cominciare a modificare la cultura del pubblico impiego e, si sa, il cambiamento non solo costa fatica, ma genera resistenza, che tuttavia con il tempo è destinata a lasciare spazio al nuovo, specie quando il nuovo è funzionale a costruire una P.A. moderna e ancora più incisiva, come ha sottolineato la Ministra Fabiana Dadone nel video che riportiamo.

Lo ripetiamo da anni: i dipendenti pubblici non possono essere giudicati (e assunti) solo se ricordano a memoria un comma o citano correttamente una legge, senza che nessuno verifichi il possesso o meno delle altrettanto fondamentali competenze emotive, quali l’empatia, la capacità di adattamento alle novità, l’attitudine alla risoluzione delle criticità, il lavoro in team e la gestione della pressione.

Intravvediamo già il prossimo passo: dare vita a corsi universitari ad hoc a Giurisprudenza, Scienze politiche, Scienze sociali, Economia, Ingegneria e Architettura per formare una nuova classe di civil servant, con robuste competenze trasversali al servizio della comunità. Ah che bello sarebbe stato frequentare Palazzo Nuovo e sentire i nostri professori Soffietti, Dogliani, Lenti, Ronco e Greppi (i primi che mi vengono in mente) parlare anche di linguaggio del corpo, team building e PNL…

Ma perché tanta paura? Del resto anche queste, come tutte le altre competenze, si possono imparare e affinare. Anche se a noi piace dire “recuperare”, perché nella maggior parte dei casi si tratta di abilità solo sopite, dal momento che ne nasciamo tutti dotati. 

Adesso chiaramente si dovrà passare alla fase operativa, delicata come tutte le transizioni dal vecchio al nuovo. Ma la direzione è quella giusta, perché gli investimenti si fanno di dieci anni in dieci anni, non pensando all’indomani mattina. Il dado è tratto, avanti così!

A domenica prossima, amici.
Ad maiora!

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