Tag

, ,

👣 CURIOSANDO SI CRESCE 👣 – ESTATE ⛱🚉✈️🚄⛺️🗻 – Oggi vi proponiamo la prima pagina dell’autobiografia di Arrigo Sacchi, in cui l’ex allenatore dello squadrone rossonero di trent’anni fa racconta il suo primo incontro con il pallone. Diteci: quale fu il vostro primo incontro con quella che è poi diventata la vostra passione di vita?

5839781_369436-340x491

«C‘è un giorno nell’infanzia di ognuno di noi che segna per sempre la nostra storia e il nostro destino. Alcuni lo ricordano, altri lo hanno dimenticato. Quel giorno, io l’ho scolpito nella memoria. Eravamo in piena estate. Allora Fusignano era un paese agricolo, i campi coltivati si estendevano immensi sotto un cielo infinito, talmente vasto che, dicevano, faceva diventare tutti matti. Tra i campi serpeggiavano le carraie, dove passavano solo carri tirati dai cavalli. Le strade, non asfaltate, erano polverose. Avevo camminato a lungo, ero stanco, sporco, sudato. Mi sedetti sopra una pietra miliare, tra il frinio delle cicale. Una gran sete mi asciugava la bocca. Ero emozionato e pieno di aspettative: mio padre Augusto mi aveva promesso un regalo perché ero stato bravo a scuola. Uno dei primi insegnamenti l’ho appreso proprio da lui: «Se ti impegni, avrai una ricompensa».

sacchi12
Guardavo lontano, oltre il verde dei campi di granoturco e gli alberi pieni di frutti. All’improvviso intravidi una nuvola di fumo alzarsi all’orizzonte. Era mio padre, che arrivava dalla città con una delle sue prime automobili. Come lo vidi mi alzai in piedi e gli corsi incontro. Un po’ per la luce, un po’ per la sorpresa di vedermi lungo la strada, frenò all’ultimo momento e si fermò a qualche metro da me. Rimase a guardarmi dietro il vetro, mentre una nuvola di polvere ci avvolgeva. Nel silenzio della pianura, aprì piano la portiera e mi fissò senza dire una parola. Dietro la schiena nascondeva il mio primo pallone. Fece un grande sorriso e me lo lanciò. Io lo presi e lo guardai meravigliato, girandolo tra le mani. Un pallone nuovo, che profumava di cuoio, con la cucitura che nascondeva la camera d‘aria. Lo soppesai, annusandolo a lungo. Poi, ridendo, sotto lo sguardo divertito di mio padre, gli diedi un calcio e lo tirai tra le nuvole».

alb141_1990

A domenica prossima.
Ad maiora!

In vacanza, sì, ma con il cuore rivolto verso i nostri sogni e la mente verso la formazione. Il consueto appuntamento con la rubrica domenicale si trasforma e si adegua all’estate. Spunti di riflessione e stimoli anche ad agosto! Perché le ambizioni non vanno mai in vacanza, come anche la voglia matta di imparare e di trasformare la nostra Pubblica Amministrazione. 😉🚀🎯