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👣 CURIOSANDO SI CRESCE 👣 – Qualche settimana fa abbiamo trovato in un cassetto pieno di ritagli di giornale una delle ultime interviste rilasciate da Robert McNamara ad una testata europea. L’Espresso, 1° novembre 2007.

McNamara (1916 – 2009) viene ricordato perché fu presidente della Ford, perché nell’estate del 1960 venne nominato da Kennedy Segretario della difesa degli Stati Uniti (ruolo che rivestì fino al 1968), e perché presiedette la Banca Mondiale. Nel 1981 lasciò gli incarichi pubblici, anche se non rinunciò a scrivere libri e dire la sua come opinionista. Nel 2003 fu anche protagonista di un film documentario, The Fog of War. Del resto di esperienza ne aveva, eccome, se solo pensiamo che da Segretario della difesa gestì la crisi dei missili a Cuba e la guerra in Vietnam.

Ebbene, abbiamo riletto l’intervista del 2007 e crediamo di aver scovato uno spunto di riflessione utilissimo per la Pubblica Amministrazione del futuro. Pensate un po’ che McNamara da presidente della Ford guadagnava 800 mila dollari all’anno, eppure lasciò la guida della più grande casa automobilistica d’America per seguire il Presidente Kennedy, dietro uno stipendio di 25 mila dollari all’anno. Evidentemente lo spirito di servizio era al primo posto dei suoi valori.

C’è dell’altro. Prima di prendere la decisione se lasciare o meno la Ford, McNamara si confrontò con la famiglia. Ottenne il placet, ma la moglie acconsentì che il marito abbracciasse la vita pubblica a una condizione: «A patto che tu possa scegliere i tuoi collaboratori». Gli disse proprio così, a patto che tu possa scegliere i tuoi collaboratori

In effetti, colleghi, la moglie di McNamara colse già all’epoca uno dei punti deboli generalmente riconosciuti alla P.A. di mezzo mondo, anche di quella americana degli anni Sessanta, e volle che il marito si sottrasse dalle sue disastrose conseguenze. Cioè che i vertici amministrativi e politici spesso sono costretti a lavorare gomito a gomito con gente che mai, fosse dipeso da loro, si sarebbero scelti. Però la moglie di McNamara sapeva bene che se vuoi costruire un team ad alte prestazioni, capace di ottenere risultati di qualità (e a certi livelli non puoi davvero permetterti di fallire), non devi assolutamente accettare la regola del “facciamo fuoco con la legna che abbiamo”. I collaboratori li devi selezionare personalmente, perché devono avere determinate caratteristiche. Sennò i risultati te li scordi o fai il triplo della fatica per partorire un topolino…

Ed ecco il tema dei temi. Perché se è vero che con la formazione siamo convinti che tutti possano raggiungere ottimi risultati, al di là del punto di partenza, è anche vero che assumere seguendo certi criteri facilita molto il compito di chi quel team è chiamato a guidare e spremere.

E allora promesso: ora che abbiamo acceso una luce sul recruiting, torneremo presto a parlarne, dando suggerimenti pratici per riconoscere e schivare pericolosi bidoni in fase di selezione del personale. Esattamente come fece McNamara, anche grazie alla sua signora, Margaret Craig.

A domenica prossima.
Ad maiora!