Tag

, , ,

👣 CURIOSANDO SI CRESCE 👣 – Oh amici, finalmente torniamo ad incontrarci dopo due settimane di lavoro molto sfidanti. La riflessione di questa settimana la chiamiamo «la teoria del “Giuanin”». Sapete cos’è il “Giuanin”? 😅 È il modo simpatico di indicare in dialetto piemontese il vermicello di frutta e verdura, che prende il nome dal Santo (San Giovanni).

Ebbene, qualche giorno fa, di ritorno dal mercato, di “Giuanin” ne abbiamo trovati ben due. Il primo se ne stava al calduccio in un acino d’uva nera, mentre il secondo si sbaffava indisturbato la rucola. Guardate, li abbiamo anche fotografati.

Notate nulla di particolare, mettendo a confronto le foto? A spiccare è il colore: il primo vermicello è nero, mentre il secondo è verde; il primo è nero come l’uva, il secondo è verde come l’insalata. Cioè a dire: si sono colorati in base a ciò di cui si sono cibati. Non a caso il “Giuanin” delle prugne rosse è rosso, quello delle prugne gialle è giallo, mentre quello del cavolo a foglia larga è verde scuro. E potremmo continuare all’infinito…

Sapete, amici, che la stessa regola vale anche per noi esseri umani? Tanto sul lavoro, quanto in ambito familiare. Sì, anche noi siamo il risultato dell’ambiente che frequentiamo. Che ci piaccia o no assorbiamo quel tanto da farci somigliare a chi ci circonda. Se il nostro ufficio è dominato da persone che sprizzano veleno da tutti i pori, anche noi saremo acidi e intrattabili, pronti a reagire a ogni minima sollecitazione. Se invece viviamo la nostra esperienza professionale accanto a colleghi sereni, che ci infondono fiducia e ci spingono a superare i nostri limiti, allora saremo più inclini a manifestare grinta e umiltà. Colleghi lamentosi addormentano cervello e creatività, colleghi ambizioni spingono al miglioramento continuo.

Il nostro modello di Pubblica Amministrazione prevede la drastica riduzione di chi appartiene alla prima categoria di colleghi e la crescita esponenziale di chi rappresenta la seconda. Anche perché le nuove leve meritano ottimi modelli da prendere a riferimento, per poi diventare a loro volta il traino di una nuova generazione di civil servant.

A proposito dell’importanza dell’ambiente, non è un caso che uno dei massimi esperiti mondiali di PNL (Programmazione Neuro Linguistica), Robert Dilts, su questo concetto ci abbia costruito una teoria molto fortunata, meglio conosciuta come “i 6 livelli di pensiero”. La stessa da seguire alla lettera, ad esempio, ogni volta in cui un’ente vuole promuovere con successo un cambiamento organizzativo. Guardate questa piramide.

Qual è il gradino da cui partire per generare un cambiamento duraturo? L’ambiente! Se non partiamo da lì, se cioè non cambiamo prima l’ambiente (che attiene alle persone e dunque alle emozioni), non ci sono comportamenti e capacità e convinzioni e valori e identità e mission che tengano: il cambiamento organizzativo è destinato a rimanere incompiuto.

Dunque, riassumendo, ci sentiamo di spronarvi a frequentare, sul lavoro e fuori, persone migliori di voi, ambiziose, piene di voglia di fare, con una forte carica vitale, perché sono le uniche capaci di ispirarvi a compiere ogni giorno piccoli e grandi miracoli. Se il vostro ambiente è tossico, anzitutto imparate a difendervi e poi fate di tutto per abbandonarlo. Si può agire anche per cambiarlo, certo, anche se si tratta di un obiettivo ancora più tosto, che richiede abilità e condizioni ulteriori. Sceglietevi le compagnie molto accuratamente, perché da loro dipende anche il vostro destino. Esattamente come il “Giuanin” della rucola, che è verde, e quello dell’uva, che è nero.

A domenica prossima.
Ad maiora!